Un illuminista salese: il medico massone Michele Gaetano De Vita.
Nacque il 19 gennaio 1836 a Sala, in mezzo la terra (toponimo che risale al Medioevo), da Giuseppe De Vita, possidente, e da Angelica Macchiaroli di Teggiano. Laureato in medicina, secondo fonte orale di una parente, fu il primo medico condotto del paese. Fu uomo di grande rigore morale e di elevata statura professionale. Svolse l’attività professionale a Sala e sposò Elisa Del Vecchio, appartenente anche lei ad un’antica famiglia salese, il cui palazzo di famiglia è ubicato in Piazzetta Gracchi. Scrisse un poema epico-avveniristico “La lotta”, un’opera monumentale, che ricalca la struttura dei grandi poemi epici come quelli del Tasso. Fu propagatore di un’ansia di progresso reale, in grado di garantire un nuovo mondo di istruzione, di scienza, di parità dei sessi. L’opera fu stampata nel 1897 dalla Tipografia Domenico De Marsico di Sala Consilina. Gaetano De Vita, in qualità di massone, fu di carattere calmo rispetto ad altri del Vallo di Diano, ma inflessibile anticlericale evoluzionista, dedito ad una etica rigida ed in politica con idee socialiste ed umanitarie. Cosi viene definito da un suo contemporaneo: “massone di indole pia pacata rispetto agli altri, ma indefettibile anticlericale, scientista, darwiniano, votato a una morale rigorosa, in politica disposto a spingersi fino a blande forme di socialismo umanitario. (…). Voleva concorrere al riscatto dell’umanità”. Scrisse anche un romanzo storico dal titolo “Poteri in conflitto tra Chiesa e Stato”, a imitazione de I Promessi Sposi di Manzoni, dove il Don Rodrigo locale era un certo Don Diego Noboa che occupava il ruolo di governatore. L’opera finisce con l’uccisione di Don Diego Noboa da parte del popolo. Rapito una sera nell’abitato dai briganti che allora imperversavano nel Vallo di Diano, non a scopo estorsivo, ma soltanto per curare un loro compagno ferito, dopo aver prestato le prime cure, fu rilasciato, senza ricevere alcuna offesa.
De Vita fu tra i fondatori della Società Operaia “Torquato Tasso”, e dovette essere proprio lui a dare la denominazione “Torquato Tasso” alla suddetta Società, tenuto conto che l’opera da lui composta, La lotta ricorda il genere del poema epico cavalleresco del Tasso. Il farmacista Francescantonio Rossi, anche lui socio fondatore della Società Operaia, riferisce: “Ferdinando II, re Borbone, volle fare un viaggio (1832), girando le Calabrie e nel passare per Sala, vi dimorò poche ore del giorno e l’intera notte fu locato nel palazzo ove risiede attualmente il Tribunale Correzionale di proprietà del dottore De Vita cav. Gaetano”. Il 14 ottobre 1893 fu inaugurata la loggia massonica “Porta Pia”: Giovanni Camera era il Venerabile, Giuseppe Apicella 1° sorvegliante, Gaetano De Vita 2° sorvegliante e futuro Venerabile, Gaetano D’Elia, Oratore, ed altri. Quel giorno all’inaugurazione erano presenti anche le donne, che, “spezzando i ceppi di strana per quanto ridicola superstizione, diedero prova di animo veramente nobile”, per quei tempi, con una mentalità dominante retrograda, in cui si esigeva da tutte le donne di qualsiasi ceto sociale la permanenza a casa senza interventi pubblici: episodio, questo, epocale. Il giorno 2 settembre 1894 si festeggiò solennemente il martire del furore papale Giordano Bruno alla presenza d’immenso popolo di tutti i paesi e le rappresentanze, con le rispettive bandiere, delle logge massoniche e delle associazioni politiche civili, operaie e anticattoliche, com’anche quella dei reduci delle patrie battaglie, delle tre province di Napoli, Basilicata e Salerno. Gaetano De Vita ricoprì la carica di sindaco dal gennaio 1875 al marzo 1876 e successivamente quella di assessore comunale, nel corso di questa carica propose per conto della Società Operaia “Torquato Tasso”, che allo scopo metteva a disposizione millecinquecento lire, di costruire “un teatro popolare all’entrata Garibaldi”, perché “il teatro fu sempre ritenuto scuola di educazione e di civiltà” (6 febbraio 1897). Morì il 15 febbraio 1924 all’età di 88 anni.
(tratto dalla recensione del libro di Filomena De Paola “Gaetano De Vita e il poema La lotta”, recensione pubblicata nel n. 140/2017 di Famiglie Storiche d’Italia – Istituto Araldico Genealogico Italiano.
(Giancarmine Caputo)
“La Lotta”
(Filomena De Paola)
Particolare del cortile del Palazzo De Vita.
(Elisabetta Marino)


















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