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Il Castello

  • Giancarmine Caputo
  • Marilisa Elisabetta Marino
  • Pas Salluzzi

Descrizione

Il castello di Sala e le sue congiure

Il castello di Sala fu edificato da Federico II nel 1230 su una precedente fortezza longobarda e assegnata a Tommaso I Sanseverino.
Nel 1246, ordita dal Papa Innocenzo IV, molte famiglie nobili e potenti del meridione parteciparono ad una congiura contro Federico II, la c.d. congiura di Capaccio.
Federico II, informato della congiura contro di lui, scese da Grosseto dove si trovava per una battuta di caccia e arrivò nel Vallo di Diano attraversando le montagne che dal Cilento conducono a San Rufo. Proprio in queste montagne ci fu una forte resistenza dei salesi e di tutti i valdianesi chiamati a combattere. Federico II fu costretto a indietreggiare che gridò “Vallo io torno” da cui, leggenda vuole, abbia preso il nome la località “Vallo Torno” che si trova sopra San Rufo.
Successivamente il castello di Sala fu distrutto e la stessa sorte subì anche il castello di Capaccio dopo 3 mesi di assedio sabotando la cisterna che forniva l’acqua al castello. Tutti i congiurati furono condannati per parricidio, incarcerati tutti gli uomini ne ordinò l’accecamento e la mutilazione del naso e degli arti, altri ancora legati a cavalli e trascinati, altri furono chiusi in sacchi insieme a vipere e buttati in mare, mentre le donne coinvolte vennero vendute come schiave.
Nel 1250 il castello di Sala verrà ricostruito ma nel 1486 i Sanseverino parteciparono ad un’altra congiura (la congiura dei baroni) questa volta contro re Ferdinando I di Napoli (o re Ferrante) che voleva togliere con la riforma fiscale i diritti economici dei vari baroni. Il castello di Sala fu assediato dal re e definitivamente distrutto.
Nel ‘700, quando il fortilizio aveva perso ormai la sua funzione difensiva, l’interno fu trasformato in Chiesa, tuttora esistente, dedicata alla Madonna della Consolazione, detta Madonna di Castello.
(Giancarmine Caputo)

Hai postato una foto con un taglio particolare del Castello ma l’altra cosa che apprezzo (come Costantino) è la Croce a dx che illumina i tuoi paesani.
(Fernando Pepe)

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