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La tela ritrovata

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  • Pianta della Chiesa
  • Cappella del Rosario

Descrizione

Ritrovata, dai carabinieri, la Pala scomparsa, nel 1982, dalla Chiesa di Santo Stefano a Sala Consilina. Foto dell’intera Pala, il retro e diversi particolari.
(Fernando Pepe)

Sabato 25/03/2023, è stata restituita dai Carabinieri del TPC, la tavola dipinta raffigurante la Madonna del Rosario. Detta opera fu trafugata dalla chiesa di Santo Stefano di Sala Consilina nel 1982. Da allora a oggi vi è di mezzo una poderosa pubblicazione (1997), a firma di Rosanna Alaggio, Arturo Didier, Enrico Spinelli e Concetta Restaino. Detto volume reca un titolo quanto mai emblematico: “La chiesa di Santo Stefano di Sala Consilina. Dalle carte d’Archivio all’archivio dell’Arte“. Il volume è ascrivibile alla Casa editrice Laveglia.
La nota storica dell’arte e Critica Restaino a quella data scrive: <<Nell’adiacente cappella del Rosario, sede della più importante Confraternita della chiesa, era posta in origine la tavola raffigurante la Madonna del Rosario con i Misteri, trafugata qualche anno fa (1982). L’opera, a giudicare da una foto messa a disposizione dal noto fotografo cittadino Tonino Arpea, va a essere collocata nell’ambito della produzione fiamminga realizzata nelle botteghe napoletane di fine ‘500. Il dipinto (olio su tavola) doveva essere già compiuto prima del 1584, visto che in tale data il clero della chiesa di Santo Stefano rivolgeva suppliche alla Curia vescovile affinché la cona fosse spostata in luogo più adatto e meno umido (cfr. Vittorio Bracco, La descrizione seicentesca della Valle di Diana di Paolo Eterni, Napoli, Ferraro,1982, pp. 90-91, doc. 3)>>. Continuando nella lettura, la Restaino scrive che << verosimilmente, la supplica non andò a buon fine visto che, dalla foto citata, l’opera risulta essere fortemente degradata, presumibilmente a causa dell’umidità della cappella. Notevoli le affinità stilistiche e compositive con l’eponima pala di Sant’Arsenio, fatta eseguire dalla Confraternita cittadina fondata nel 1575 (cfr. Il Cilento ritrovato, La produzione artistica nell’antica diocesi di Capaccio, cat. della Mostra, Electa, Napoli, 1990, pp. 124-125). Unica variante, la presenza della committente inginocchiata e raffigurata nella sezione inferiore della tavola dipinta e in dimensioni ridotte rispetto alle altre figure’ (cfr. Concetta Restaino, Le opere d’arte, cap. I, p. II, in La chiesa di Santo Stefano di Sala Consilina. Dalle carte di archivio all’archivio dell’Arte. Laveglia, Salerno, 1997, p. 103)>>.
(Beppe Onramado)

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