logo

Mimmo Calicchio

  • Giancarmine Caputo
  • Giancarmine Caputo
  • foto 3

Descrizione

…arrivano i marsicani.

In un vecchio post abbiamo già avuto modo di commentare quando i nostri compaesani attraversavano le montagne con gli asini e i muli per andare a vendere nella provincia di Potenza “vruocculi e cipudde“. Avveniva però anche il contrario, molti contadini di Marsico Nuovo, Brienza, Pergola, Paterno, Villa d’Agri e altri paesi venivano a Sala Consilina per vendere i prodotti della loro agricoltura. Attraversavano con i muli le montagne per vendere nella piazza di Sala frutta, salumi, formaggi e acquistavano nelle botteghe di Sala merce di vario genere. Venivano chiamati “i marsicani”.

Il libro di M. Calicchio dal titolo “…arrivano i marsicani” tratta proprio di questo, dalla prefazione: “Allora la città vantava professioni, arti, mestieri ed aveva un ricco artigianato di servizio al parco agricolo e non solo a questo. […] Nella seconda metà degli anni ’60 è venuto a mancare questo sistema di produzione e consumi legato alla lavorazione della terra.” L’autore affronta anche il rapporto che si venne a creare, tra i salesi ed i “marsicani”, sull’onore concesso ai marsicani di condurre a spalla, nell’ultima “vota” (tornante) del monte Balzata, la statua dell’Arcangelo Michele, nel tratto finale della processione verso il santuario di Sala.
(Giancarmine Caputo)

Questa foto riporta alla mia mente ciò che faceva anche mio padre! Andando a vendere i prodotti della sua terra ebbe modo di conoscere mia madre, a Marsiconuovo, di cui si innamorò e che sposò in pochi mesi!
(Domenica Silvana Ferraro)

Si, salivano per Valle Mauro, si fermavano a San Michilicchio a fare uno spuntino a base di alici e formaggio e poi ripartivano passando per San Michele.
(Maria Petrazzuolo)

Ancora oggi chi volesse camminare “sui passi dei marsicani” può farlo: dal Santuario di San Michele si prende il “Sentiero Frassati della Campania” (segnavia Cai 601) in direzione di Sito Alto e, dopo poco più di un’ora, dopo aver superato il bivio per il Casone, anziché proseguire verso sinistra si girerà nettamente a destra per andare a intercettare la Croce di Marsico (confine con la Basilicata) e di lì scendere verso la frazione Pergola di Marsico Nuovo (da qui, passando per la Cappella di San Vito, si potrebbe raggiungere il “Sentiero Frassati della Basilicata” a Sasso di Castalda).
Posto la cartina con la prima parte del percorso, che ho interamente descritto (nel senso Basilicata-Campania) nel mio libro “L’Italia dei Sentieri Frassati” (Club Alpino Italiano, Milano 2016)
(Antonello Sica)

Anche di questi due simpatici vecchietti si è già parlato. Sono Mariarosa e Raffaele, sorella e fratello di Pergola. La foto è apparsa sul quotidiano La Città circa 15 anni fa. Questi due vecchietti, che possiamo considerarli come gli ultimi marsicani anche se non venivano per vendere, per oltre 40 anni hanno percorso circa 20 km per attraversare la montagna e assistere alla processione. Ernesto Paladino per oltre dieci anni si è preso cura dei due vecchietti durante il loro soggiorno a Sala ed ha spiegato che quel giorno sono arrivati con ritardo perchè erano convinti che fosse il 28 settembre. Del resto per loro era facile sbagliarsi visto che vivevano in campagna senza elettrodomestici, orologi o calendario. (foto 3)
(Giancarmine Caputo)

Enotri Parte seconda
(Domenico Calicchio)

Enotri_PARTE_SECONDA_VERSIONE_FINALE_INTEGRATA.docx

Enotri_PARTE_SECONDA_VERSIONE_FINALE_INTEGRATA.Pdf

 

Lascia un commento

Altre Foto

error: Contenuto Protetto !!