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“Miricano” (l’americano)

  • Carlos Drapaschi
  • Pas Salluzzi

Descrizione

Vado spesso al cimitero, è un luogo che racconta storie che mi piace immaginare e ricostruire. Qualche tempo fa vi incontrai la mia vecchia amica Maria, madre di Angela Moccia, che mi portò in una cappella dove depose un lumino davanti alla tomba del “miricano”, (l’americano) uno straniero brasiliano, morto a Napoli e, chissà come, seppellito a Sala Consilina.

Sulla sua lapide solo i versi di una canzone di Caetano Veloso, un cantautore, chitarrista, attivista politico di 82 anni.
Di seguito la traduzione :
-Qualcuno che canta lontano da qui
-La voce di un certo qualcuno
-Chi canta come nessuno
-La voce di qualcuno quando viene dal cuore
-Chi mantiene tutta la purezza dalla natura
-Dove non c’è peccato né perdonoChi era questo giovane che, forse, presagì la sua fine e volle questa canzone? Oggi il cimitero di Sala è pieno di tombe dove dormono stranieri. Ricordo a me stessa che siamo tutti un unico grande cerchio naturale: chi arriva, chi parte, chi è qui in questo momento, esistenze di tutti i tempi che si intrecciano.
Sono grata a Maria di avermi insegnato quanto fragile sia, talvolta, il ricordo. Fiori appassiti, nomi cancellati su targhe, divorati un po’ da chi ha dimenticato, un po’ dall’umidità.
I cimiteri esistono perché noi dimentichiamo, veniamo dimenticati lentamente, i cimiteri sono il tentativo di immortalare in una istantanea qualcuno di cui sappiamo sempre così poco, di mettere un punto finale ad una storia che sappiamo di non conoscere mai per intero.
Spesso, questo nostro gruppo ha lamentato una deriva sociale, affettiva rispetto al passato, questa volta possiamo dire che la popolazione salese sa essere anche accogliente, specialmente verso il povero, il povero per eccellenza che è l’uomo morto.
La carità di Maria per il “miricano” è la stessa per i tanti stranieri che dormono nel nostro cimitero.
La carità ha bisogno di una dimensione pubblica perché è significativa per la cultura della memoria.
Mi piace pensare che anche sulla tomba di un migrante salese una mano pietosa lascerà un fiore.
(Pas Salluzzi)Pas, voglio dirti questo: quel che comunichi reca a volte sgomento per circostanze da te vissute. Sgomento? Esatto, non stupirti, ché par quasi ti siano accadute o ti capitino affinché vengano poi trascritte con sapiente penna sì che restino esse nel lettore scolpite!
(Attilio Pigro)Avevo suggerito che quando si fa un funerale tutti i fiori che riceve l’estinto, invece di farli appassire al sole, distribuirli sulle tombe di gente sconosciuta o di quelle tombe abbandonate speriamo venga accolta.
(Mario Di Leva)Carlos, il ragazzo brasiliano era mio marito. È stato una persona speciale. Lui viveva cantando quella canzone.
Viveva sorridente e cantando.
(Rossana Masino)

Ciao la storia di quel ragazzo posso raccontarvela io perché l’ho vissuta da vicino: si chiamava Carlos Drapaschi ed è stato il marito di una ragazza che io segretamente volevo bene poi trasferitasi in Brasile dove era nata. Anche io di tanto in tanto faccio visita a quella tomba per far sì che qualcuno si ricordi di lui.
(Giuseppe Petrosino)

Senza volerlo si è parlato di qualcuno che sembrava straniero e senza storia invece una storia ce l’aveva e Pas è stata capace di riportarla al presente con l’aiuto di Maria Aramini Moccia.
(Fernando Pepe)

Tocchi il cuore di tutti con le tue bellissime parole! Mi sento arricchito quando leggo le tue storie, mia fantastica cugina!
(Marcy Lee Ragucci)

Nulla succede a caso nella vita… le tue parole hanno raggiunto l’anima di Carlos. Bellissime e toccanti.
(Pompeo Mangieri)

Lo ricordiamo con affetto
Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo io e mia moglie. Saluti a Rossana
Quando andiamo al cimitero portiamo sempre un fiore a Carlos.
(Salvatore Perna)

Ci hai fatto conoscere una bella storia, attraverso il sorriso di questo ragazzo che non c’è più… Spero di trovarlo, voglio vederlo da vicino. Anche io faccio i miei giri e spesso mi soffermo sulla tomba della povera Olimpia Volpe… Una giovane donna, morta negli anni ’20 del secolo scorso se la memoria non mi inganna.
(Filomena Di Maio)

Pas, questa storia ha toccato il cuore. La meraviglia del caso? Non so darmi una risposta. La tua dolcezza nella descrizione è travolgente. Il ricordo della moglie è di un ragazzo solare.
(Maria Petrazzuolo)

Carlos , io l’ho conosciuto. Un bellissimo ragazzo andato via a soli trent’anni, un medico adorato dai suoi pazienti. Un abbraccio a te cara Rossana.
(Carmen Pericolo)

Grazie Pas, per aver raccolto e condiviso la storia di Carlos che mia madre ti ha portato a conoscenza… non è più uno sconosciuto e, adesso, io so che quei versi, letti sempre con piacere, sono stati il canto della sua vita… breve, intensa e piena d’amore! Un abbraccio di cuore a Rossana Masino
(Angela Moccia)

Noi abbiamo anche i resti mortali dell’onorevole Mezzacapo Giuseppe!
(Michele Langone)

 

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